Scheda Associazione

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L’Associazione Trisomia 21 Onlus, fondata nel 1979 da un gruppo di famiglie, ha come scopo primario favorire il migliore sviluppo possibile delle persone con Sindrome di Down e una loro reale integrazione sociale. Attualmente associa più di 200 persone e svolge un’intensa attività sul piano sociale, culturale e riabilitativo.
Dal 2001 ad oggi sono diventati operativi un serie di servizi e siamo arrivati a risultati importanti con più di venti operatori e professionisti: neuropsichiatria infantile e adulti, logopedista, psicomotricità pedagogista ( progetti per integrazione scolastica ), educatore professionale (progetti per inserimenti lavorativi ), laboratori di autonomia suddivisi per fasce di età e di competenze sia per adolescenti che adulti, di teatro, di musica e arte.
Si svolgono inoltre corsi di educazione all’affettività e alla sessualità con un percorso mirato alla vita indipendente. Le famiglie che solo nel 2011 hanno usufruito di uno o più servizi sono più di 170 e la spesa complessiva per la gestione di quanto descritto è mediamente pari a € 350.00,00 annue in aumento perchè la richiesta è sempre maggiore.
Nel 1991 ha ottenuto il riconoscimento della Personalità Giuridica dalla Regione Toscana ed è iscritta al Registro delle Onlus. Nel dicembre del 2007 si è trasformata da Associazione di Volontariato ad Associazione di Promozione Sociale e nel 2010 è stata Accreditata dalla Regione Toscana con decreto dirigenziale N. 1653, come Centro Sanitario di Riabilitazione per persone con sindrome di Down e disabilità intellettive su base genetica.
Socio fondatore di Unidown e socio oltre che direttivo del CoorDown Onlus (Coordinamento Nazionale persone con sindrome di Down). Fa parte della Consulta Comunale per l’handicap, della consulta per le Malattie Rare presso l’Istituto Superiore di Sanità e della Consulta del Terzo Settore per la Società della Salute.
Referente per la scuola presso la Pubblica Istruzione del Comune di Firenze e della Provincia di Firenze. E’ sede di tirocino pre-laurea in convenzione con l’Università di Firenze. Promuove ed è sede di servizio Civile Regionale.
Concretamente quando una famiglia si rivolge all’Associazione, indipendentemente dall’età del figlio o dalla motivazione che la spinge a contattarci per un intervento, si cerca di attivare un processo di cambiamento che ha come protagonisti: il bambino/ragazzo, la sua famiglia e il suo ambiente di vita. Nell’esperienza e nell’attività dell’Associazione, infatti, l’abilitazione coincide necessariamente con l’elaborazione di un Progetto di Vita, che non è la somma di una molteplicità di interventi, ma un concreto accompagnamento della persona dalla nascita fino alla vecchiaia, mediante un continuo impegno di integrazione con le politiche sanitarie, scolastiche, del lavoro e del tempo libero.
Ogni programma di supporto proposto si caratterizza come programma individualizzato ed ha come aspetti fondamentali: il considerare l’intero arco della vita (prestando particolare attenzione ad alcuni momenti critici, che sono rappresentati dal momento della diagnosi, dall’inserimento nel contesto scolastico, dall’adolescenza e dal raggiungimento dell’età adulta), e la globalità della persona. La sua strutturazione prevede la collaborazione e condivisione tra tutti i soggetti coinvolti e la continuità nel tempo.

  • Sviluppo competenze linguistiche e comunicative – Metodo Zora Drezancic: Abbiamo realizzato, in via sperimentale, un laboratorio (io lallo) applicando il metodo Zora conosciuto e rivolto soprattutto ai bambini audiolesi ma tutti i bambini - con le piu svariate sindromi genetiche e cromosomiche e danni neurologici di varia natura - possono beneficiare di questo intervento precoce, che non viene proposto nell’ottica di “fare il più possibile”, ma di fornire aiuti mirati e programmati allo scopo di favorire la percezione e l’elaborazione centrale degli stimoli ambientali piu significativi per lo sviluppo. Il metodo della Dott.ssa Zora Drežan?i? e l’unico programma esistente di stimolazione del linguaggio, rivolto anche a bambini al di sotto dei tre anni.
  • Consulenze logopediche e neuropsicomotorie (primi mesi di vita): Gli incontri vengono proposti alla famiglia ogni 2 o 3 mesi circa (a seconda delle esigenze e dell'età cronologica di ogni bambino). Durante l'incontro si raccolgono informazioni sia dalla famiglia, sia attraverso una diretta osservazione del bambino, compilando la scheda osservativa. Al termine dell'incontro vengono fornite alla famiglia sia le risposte alle loro domande, sia indicazioni specifiche per favorire al meglio lo sviluppo comunicativo e linguistico del bambino. Vengono inoltre dati riferimenti per eventuali consulenze più specifiche di cui si evidenzia la necessità.
  • Consulenza neuropsichiatrica infantile: La consulenza neuropsichiatrica prevede incontri periodici definiti in funzione dei bisogni di ciascun bambino. Ha la finalità di monitorare lo sviluppo globale in base al quale si definisce il percorso riabilitativo a breve-medio termine, e si verifica l'efficacia dell'intervento effettuato. E' previsto inoltre un percorso di formazione/supervisione rivolto all'equipe multiprofessionale.
  • Ciclo di incontri per i genitori: Quando si rende necessario, con alcune famiglie, viene intrapreso un percorso di sostegno alla genitorialità per rafforzare l'intervento riabilitativo rivolto al bambino/ragazzo, strutturato in incontri periodici per il genitore/la coppia.
  • Consulenza alla famiglia per il sostegno alla genitorialità: Tutte le famiglie prese in carico in un progetto riabilitativo usufruiscono di tre incontri di consulenza all'anno per il monitoraggio del progetto.
  • Consulenze e valutazioni: Il percorso valutativo prevede una consulenza iniziale da parte di un neuropsichiatra-psichiatra e/o psicologo, e una successiva valutazione multidisciplinare in funzione delle necessità e dell’età dell’utente. Sono quindi previste una valutazione cognitiva, psicomotoria, logopedica, psicologica, relativa alle aree delle abilità adattative, degli apprendimenti o delle competenze lavorative. Alla valutazione fa seguito la stesura del progetto individuale che viene condiviso inizialmente con la famiglia e successivamente con altri operatori coinvolti sul territorio esterni all’associazione.
  • Prima Accoglienza, Presa in carico: Il momento dell'accoglienza costituisce il primo momento del progetto di vita di un bambino/ragazzo che entra a far parte dell'Associazione. E' il momento in cui si inizia a costruire insieme un percorso ed è per questo fondamentale creare un legame di fiducia reciproca e il desiderio di scommettere sul futuro. Successivamente alla prima accoglienza, se la famiglia richiede la presa in carico del loro figlio/fratello, viene raccolta l'anamnesi tramite uno o più colloqui con psicologi e terapisti.
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