La Toscana solidale con le comunità colpite dal terremoto in Ecuador

terremoto ecuador

La situazione nelle aree colpite dal terremoto rimane sempre grave.
Con l’avanzare verso le aree rurali delle squadre di soccorso il numero di vittime e feriti registrano sta continuando ad aumentare. Si calcola che siano ormai oltre 600 i morti accertati, mentre il numero di feriti cresce esponenzialmente ed è arrivato a circa 20 mila persone, che richiedono assistenza medica urgente, cibo e acqua.

Preoccupante anche il dato riguardante il numero di sfollati, con più di 29mila persone tra cui bambini, anziani e donne, che hanno perso la casa e sono ospitati in strutture di accoglienza (Albergues) oppure da famigliari.

Infine ci sono oltre 300 scuole inagibili.

Da ieri le ruspe si stanno dedicando anche alle demolizioni degli edifici pericolanti, considerati un pericolo e una minaccia soprattutto nei grandi centri abitati di Pedernales, Manta e Muisne. La scelta di demolire risponde non solo al rischio imminente di crolli ma anche perché, da ieri, gli esperti ritengono che ci siano scarse probabilità di trovare ancora sopravvissuti sotto le macerie.

Contemporaneamente, il coordinamento per l’Emergenza realizzato dal Governo attraverso l’Unità di Crisi (Grupo Humanitario Paìs) sta organizzando una prima valutazione sul campo con il duplice obiettivo di: organizzare l’aiuto alle popolazioni per i prossimi tre mesi, e di quantificare le operazioni di prima ricostruzione. Un lavoro complesso che si sta portando avanti attraverso 8 tavoli di coordinamento inter-istituzionale, ai quali partecipano i Ministeri ecuadoriani, FAO, Nazioni Unite, e la Società Civile locale ed internazionale.

L’Unione Europea, attraverso Echo ha stanziato un primo milione di euro, che si somma ai 7 milioni di dollari destinati a questa prima fase dalle Nazioni Unite.

Ciò che sta facendo più discutere il Paese sono alcune delle misure intraprese dal Governo per garantire le risorse per la ricostruzione:l’aumento dell’IVA del 2% ed un prelievo una tantum nei conti correnti o nelle buste paga degli ecuadoriani, pari ad una giornata di stipendio per ogni mille dollari in busta paga.
COSPE insieme ad altre ONG Italiane che lavorano nel paese ha promosso una raccolta fondi per rispondere all’emergenza, rivolta alla ricostruzione del tessuto socioeconomico nelle aree rurali delle provincie di Esmeraldas e Manabì, quelle più colpite dal sisma.

Bonifico bancario a: c/c bancario n. 7876 Banca Etica sede di Firenze, Via dell’Agnolo, 73/R IBAN IT12 P050 1802 8000 0000 0007 876 (intestato a: COSPE – Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti, Via Slataper, 10 – 50134 Firenze) specificando come causale “Terremoto Ecuador”.

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Oppure tramite Paypal andando sulla pagina EMERGENZA ECUADOR ( http://sostieni.cospe.org/emergenza-ecuador/ )