Il Nido di Pippi ci racconta una storia

Storie di bimbi…


Questa storia che racconteremo è un po’ romanzata, ma non ci sono elementi inventati, ma reali…
Per tutelare la privacy sono stati un po’… mescolati, spostati, un po’ come nei puzzle di cubi…in
modo da formare una nuova storia con gli ingredienti di alcune storie…vere…pur troppo..vere !


“Un bel giorno, in un paesino non molto lontano da qui, sono nato io.

Era un giorno qualsiasi come tutti gli altri, il sole era sorto all’alba e la vita scorreva normale come sempre. Ma per me era un giorno speciale perché io avevo deciso di venire al mondo e di salire sul
treno della vita.

Il mio papà e la mia mamma erano felici di essere diventati genitori non immaginando, forse, che la
bella favola sarebbe finita presto.

Già al ritorno a casa le cose cominciarono a cambiare per tutti.

Io mi facevo sentire con il mio pianto, anche di notte e questo li faceva innervosire molto, non
sapendo come fare per farmi stare tranquillo, mi lasciavano nel lettino finché non mi addormentavo
esausto dal lungo pianto…ma io avevo solo fame!

Intanto i giorni passavano ed io avevo sempre più bisogno di attenzioni.

Il mio corpo cresceva troppo lentamente così come il desiderio di scoprire il mondo.

La mia mamma non mi prendeva quasi mai tra le sue braccia e le mie giornate passavano così,
guardandomi intorno attraverso la rete del box. Se il mondo era così, in fondo non c’era poi molto
da scoprire!

Un giorno però qualcuno si accorse di me. Da quel momento una ragazza cominciò a venire ogni
tanto a casa mia per aiutare la mia mamma ed insegnarle come si fa con un bambino piccolo.
Cominciai a capire che qualcuno poteva toccarmi, accarezzarmi, nutrirmi con amore, insomma
prendersi cura di me.

Le ore con questa ragazza però passavano veloci e dopo io tornavo nel mio mondo fatto di niente.
Sapere che poteva esserci una realtà così diversa da quella che avevo visto fino ad allora mi fece
stare ancora peggio e lentamente cominciai a rifiutare qualsiasi contatto con il mondo esterno,
rifugiandomi nel silenzio, attento solamente ad ascoltare i suoni del mio corpo.

Non so che cosa è successo dopo, ma un giorno mi sono sentito sollevare dal mio box. Due braccia
mi hanno avvolto, tenuto stretto, accolto. Ho aperto gli occhi ed ho visto un sorriso grandissimo: era
la mia nuova mamma, accanto a lei il mio nuovo papà!

Da quel giorno la mia vita è davvero incominciata, ho scoperto che qualcuno poteva veramente
prendersi cura di me, accompagnandomi, con amore, sulla strada della vita.

Ho imparato che ci sono giorni di sole e giorni di pioggia, ho sentito una grande gioia quando sono
riuscito a camminare da solo anche se avevo già quasi tre anni. Ho conosciuto la sconfitta quando
alla scuola materna non riuscivo a controllare la pipì o a mangiare da solo anche se avevo già quasi
quattro anni, ma in ogni occasione c’erano sempre i miei nuovi genitori che erano contenti con me nella gioia o mi incoraggiavano nella sconfitta.

Nella mia nuova famiglia ho trovato anche altri bambini che sono diventati per me come fratelli e
sorelle. Insieme abbiamo giocato, studiato, condiviso i segreti dell’adolescenza, momenti belli e
momenti brutti, insomma , insieme siamo cresciuti.

E’ vero, a volte sono stato rimproverato anch’io soprattutto perché ci mettevo un sacco di tempo a
fare tutto e una volta la mamma mi disse:

– Se non fai presto non mangi!-

-Lo sapevo – risposi io – allora in questa casa i lenti non mangiano mai?!-

La mamma scoppiò a ridere e mi aiutò a finire il mio compito.

Una volta siamo andati al mare per le vacanze. Avevamo una grande macchina, ma per noi era stretta, bagagli dappertutto e poi non potevamo certo lasciare i nostri animali a casa! Quindi con noi
c’erano anche Melissa, il nostro cane, Merlino, il nostro gatto, Highlander il canarino (si chiama
così perché ha circa 10 anni e non muore mai!) e infine Fabio il coniglietto di mia sorella. Quando
siamo arrivati ci abbiamo messo un’ora per uscire dalla macchina tanto eravamo incastrati ! Poi
siamo andati tutti insieme alla spiaggia e passando davanti ad una coppia di anziani abbiamo
sentito:

– Complimenti signora, con tutti codesti figli non ha nemmeno una vena varicosa!-

La mamma si è messa a ridere e ha risposto:

“-Ha visto che fortuna che ho avuto?!-

Eh sì! Lei non si metteva mai a spiegare la nostra situazione perché per lei non c’era niente da
spiegare eravamo tutti figli suoi. Quando sono arrivato in questa famiglia non sapevo bene cosa
volesse dire lavarsi…avevo il terrore dell’acqua… ma, pensate… con tanto amore e tanta pazienza
il mio babbo mi ha insegnato perfino a nuotare!

In questo mio percorso a volte ho rivisto i miei genitori naturali, non giudico il loro comportamento,
forse anche loro sono nati come me, ma non hanno avuto la fortuna di trovare qualcuno che li
aiutasse a crescere e soprattutto non hanno avuto nessuno che insegnasse loro a fare i genitori.
Quell’anno ho scritto a Babbo Natale:

– Caro babbo natale io quest’anno non voglio nulla, perché il mio desiderio più grande era avere
una famiglia…e l’ho trovata!-

Adesso che sono grande voglio anch’io aiutare i bambini come me, voglio dare loro una voce per
parlare, una casa dove crescere e soprattutto quattro braccia per essere accolti. Se mi aiutate anche
voi, insieme possiamo fare molto di più !!!”