SERVIZIO CIVILE: la voce di Rossella che ha detto SI!

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La parola che meglio descrive questa esperienza è sicuramente: SODDISFAZIONE!!!!
Soddisfazione che accompagna il raggiungimento di un obiettivo, emozione e consapevolezza che ciò che si fa ha un enorme valore tanto per noi quanto per le persone che ci stanno attorno.

Ed ora provo a scrivere il resoconto di un anno intero, che sembra assurdo pensare sia passato così in fretta.

Sono qui che mi sento quasi più forte, perché forte è chi fa del bene, chi sceglie di farlo invece di essere altrove, indipendentemente dalle cose nelle quali crede.

La mia esperienza di servizio civile è durata due anni perché ho avuto l’occasione di fare sia il Regionale con(adulti/marginali) presso il Progetto Polis di Firenze, sia il Nazionale con (minori stranieri non accompagnati)presso la Direzione dei Servizi Sociali: entrambe esperienze stupende che mi hanno toccato profondamente.

Prima di iniziare questa avventura ero a decidere cosa fare di me, del mio tempo, del mio futuro, con una Laurea in Servizio Sociale e l’idea di andare chissà dove con essa tra le mani. Non mi sentivo pronta, avevo bisogno di qualcosa di più intenso, di un’esperienza pratica che mi segnasse. Ho riflettuto tanto e alla fine, l’uscita di questo Bando del Servizio Civile era proprio la risposta che volevo.

Così è cominciata questa avventura, con la formazione a Firenze e tanti visi giovani con la stessa voglia di intraprendere un percorso senza sapere poi dove avrebbe condotto. Certe cose possiamo immaginarle, ma è vivendole che le sentiamo davvero dentro.
Nei primi mesi mi sentivo un’osservatrice curiosa che a distanza scrutava e sondava tutte le situazioni, ma col passare dei mesi, sono riuscita ad  integrarmi e a sentirmi parte di un’equipe meravigliosa.

Non saprei come sintetizzare in poche righe tutto ciò che è avvenuto in questi anni, ma ci provo.

Durante le mie esperienze ho vissuto sia momenti positivi ma a volte anche difficoltà e forse anche qualche dispiacere che sicuramente non sono bastati a minare la forza che ho dentro, gli obiettivi ormai già definiti nella mia mente. A volte ho avvertito la sofferenza di chi diventa astioso anche verso chi cerca solo di dare aiuto, ma poi ho capito che a volte il dolore è più forte e che forse è proprio quella rabbia a trasmettere un maggiore bisogno di aiuto. Fortunatamente queste sensazioni negative sono state molto rare, per cui il ricordo che porto dentro me è intenso e gioioso. Pensare di servire a qualcuno o a qualcosa è inquantificabile, al di là della remunerazione che, indubbiamente, in questo periodo è fondamentale. Io veramente mi sono “buttata” in questo mondo, rivivrei ogni cosa, ma la cosa più bella è che davvero mi sento cresciuta dentro, se penso solo a quanto è cambiato anche solo il mio modo di relazionarmi con l’altro. Forse all’inizio temevo alcune situazioni più complesse, di non esserne all’altezza,  ma con il passare del tempo sono diventata sicura di me, molto più di prima, al punto da affrontare senza timore situazioni più difficoltose e più coinvolgenti emotivamente. In questo percorso, la mia “crescita” è stata accompagnata su più fronti da tante persone in primis altri due miei colleghi che hanno vissuto insieme a me le stesse emozioni, pronti a sostenerci a vicenda soprattutto nei momenti di sconforto. Anche la formazione, sia specifica che generale, è stata una rassicurazione per me, in questa ho trovato spunti, consigli, ispirazione per poter affrontare al meglio questo percorso.

Non ho mai nascosto il mio forte interesse per il sociale, provenendo già da un percorso di studi affine.

Al di là delle mie sensazioni passo ad elencare le varie attività svolte durante i due anni: mi sono ritrovata a fare essenzialmente lavoro d’ufficio, iniziando dal segretariato telefonico e passando all’affiancamento dell’Assistente sociale durante i colloqui sia con l’utente adulto marginale, che con il minore straniero non accompagnato; ho partecipato alle varie riunioni d’équipe, accompagnato i minori nelle varie comunità, sistemato archivi e scritto relazioni di tutela per i minori. Insomma sempre pronta ad affrontare e svolgere qualsiasi tipo di mansione.

Ora che sto per concludere questo viaggio, vorrei riuscire a rendere davvero l’idea a chi può ascoltarmi di tutto ciò che ho avvertito dentro di me. Ma infondo esternare tutto con le parole non è possibile, perché io credo che ognuno di noi debba guardarsi intorno e chiedersi soprattutto cosa può fare per essere migliore. Lo puoi spiegare, ma il miglior consiglio che posso dare a chiunque ne abbia la possibilità, di provare a partecipare al bando di Servizio Civile perché rappresenta un’occasione importante per i giovani, in quanto aiuta a crescere sia dal punto di vista umano che personale e ti mette in contatto con persone differenti da te che proprio per questo hanno tanto da insegnarti; un’esperienza unica che diverte ed emoziona… sì, insomma..un’ esperienza con la “E” maiuscola.

Dunque, a questo punto, voglio solo ringraziare tutti quelli che mi hanno permesso di vivere e intraprendere questo meraviglioso percorso che sta per terminare (dai formatori alle Olp, dai colleghi , operatori agli utenti). Grazie a tutti loro ho potuto superare molti dubbi e perplessità su come si dovessero fare molte cose e da questa esperienza ho imparato soprattutto a essere più paziente, più comprensiva, più umile e meno superficiale verso le necessità degli altri. Consiglio a tutti di provarla sulla propria pelle, indipendentemente dal tipo di volontariato o dall’Ente che l’organizza.

Rossella, Servizio Civile Nazionale, Firenze 2015